Il prato non c’è più, è una boscaglia di rovi e detriti. Neppure la curva c’è più: invece dei gradoni, verso la sommità del terzo anello sale una collina di terra battuta. E poi sassi, spuntoni, zolle masticate da giganteschi denti. C’è tutta la terribilità di una demolizione, nella morte dello stadio Delle Alpi, che forse vale la pena guardare chiudendo gli occhi e immaginando l’impianto che verrà. Perché, se invece si tengono aperti, è come se un tornado si fosse appena abbattuto nel salotto di casa vostra.La sera dell’inaugurazione, nella primavera del 1990 c’era tanto di quel traffico da diventare matti. Mista di Juve/Toro contro il Porto. I mondiali a un passo, e la città orgogliosa di un catino per il calcio finalmente grandioso. E ne sarebbero successe di cose, qui dentro, fino alle ruspe di ieri: chiamate ad abbattere cemento, ma anche errori. Perché se una città si disfa di un ciclope del genere dopo neppure vent’anni, vuol dire che qualcuno ha sbagliato. E che sono stati demoliti anche tanti, tanti soldi. Sessanta miliardi di vecchie lire per la precisione.È un bel pomeriggio di sole, non si direbbe neanche un funerale e invece un po’ lo è. L’astronave viene fatta a pezzi: via i seggiolini della tribuna, anche se gli ultrà seppero a suo tempo fare di meglio, cioè di peggio. Via l’erba di Del Piero e Zidane, ma anche quella di ToroAjax, antica finale di Coppa Uefa. Una sera, qui, sembrò proprio di essere al circo: cinque anni fa, Juventus contro Real Madrid, tanti di quel fenomeni in campo che pareva una partita di Fantacalcio. Semifinale di Champions, stravinsero i bianconeri che poi sarebbero stati sconfitti ai rigori dal Milan, nella finale di Manchester.Oppure quell’altra volta: una festa scudetto per la Juve di Vialli e Ravanelli, quando i tifosi smontarono il campo quasi come ieri. Resterà indelebile, per chi c’era, la scena del tifoso bianconero che uscì con una traversa sottobraccio.Adesso il silenzio è interrotto non dai boati del tifo, ma dai colpi di maglio. Rumore di cingoli, voci isolate di operai e tecnici. I becchini, o forse le levatrici. Qui si muore, qui si nasce: il nuovo impianto della Juve, quello che si chiamerà con il nome di uno sponsor, non avrà la pista che allontanava i giocatori dal pubblico, sarà più piccolo (20 mila spettatori in meno) e più compatto, avrà negozi e un parco giochi. Invece, l’astronave aveva un sacco di spazio vuoto: quando le si camminava nella pancia, i passi rimbombavano forte e non si finiva mai di passeggiare. Stanzoni, corridoi, scale: un labirinto, un posto perfetto per quei sogni terribili dove si scappa e non si esce.Quanto spreco, però. Questo ammasso di cose ormai inutili l’ha pur pagato qualcuno. Si ritorna con la memoria alle “notti magiche” di Italia 90, a tutti i ruderi che sono stati poi abbandonati in angoli remoti di città, per esempio i “centri stampa” che erano come enormi palloni e che sono caduti tutti in disuso, presto o tardi. Quella colossale occasione sciupata, la cascata di denaro pubblico e privato ingoiata dall’Evento: eppure, dopo neanche vent’a nni abbiamo gli stadi più vecchi d’Europa, scomodi, pericolosi. Ci divertimmo con BrasileArgentina, e poi qui la Juve vinse un bel po’ di cose, ma sempre sentendosi ospite in casa d’altri, dentro lo stadio troppo grande, troppo freddo (in ogni senso: ambientale e climatico, perché d’inverno si moriva di freddo, c’erano correnti dappertutto) e troppo vuoto. Perché il Delle Alpi è stato affossato anche dalla crisi del calcio, da un modello televisivo sempre più invadente (ma anche più comodo, economico e sicuro) e dalla grandiosità diventata inutile. Torino non è Milano, e il pienone si è verificato ben poche volte: l’ultimo ad esserci riuscito, non è Del Piero ma Vasco Rossi.Adesso si provano strane, ambigue sensazioni di fronte a queste tonnellate di niente che però è stato qualcosa. Davanti a queste macerie, le interiora di un pezzo di Torino che avrebbe dovuto riscattare un quartiere difficile senza mai riuscirvi. Gli identici discorsi ripetuti dalle autorità al Lingotto, quando la Juventus ha presentato il suo nuovo impianto: un’occasione per le Vallette, non solo super carcere e mattatoio ma un luogo di sport da vivere sette giorni su sette. Pura utopia: non accade neppure in Inghilterra, dove hanno gli stadi modello.Crolla un po’ di storia di Torino, frantumata da quel che sarà. Povero e neanche vecchio Delle Alpi: meglio sarebbe stato non averti mai costruito, con quella pista d’atletica che servì una volta sola, per il Grand Prix. Una volta sola, dal 1990 a ieri. Insieme al tuo corpo, al tuo scheletro e alle tue carni di cemento, cade anche quel ridicolo nome più adatto a una pensione in Val di Lanzo. Delle Alpi. Chissà se sarà peggio il prossimo. Dipende dallo sponsor, auguri.giovedì 11 dicembre 2008
Addio al "Delle Alpi"
Il prato non c’è più, è una boscaglia di rovi e detriti. Neppure la curva c’è più: invece dei gradoni, verso la sommità del terzo anello sale una collina di terra battuta. E poi sassi, spuntoni, zolle masticate da giganteschi denti. C’è tutta la terribilità di una demolizione, nella morte dello stadio Delle Alpi, che forse vale la pena guardare chiudendo gli occhi e immaginando l’impianto che verrà. Perché, se invece si tengono aperti, è come se un tornado si fosse appena abbattuto nel salotto di casa vostra.La sera dell’inaugurazione, nella primavera del 1990 c’era tanto di quel traffico da diventare matti. Mista di Juve/Toro contro il Porto. I mondiali a un passo, e la città orgogliosa di un catino per il calcio finalmente grandioso. E ne sarebbero successe di cose, qui dentro, fino alle ruspe di ieri: chiamate ad abbattere cemento, ma anche errori. Perché se una città si disfa di un ciclope del genere dopo neppure vent’anni, vuol dire che qualcuno ha sbagliato. E che sono stati demoliti anche tanti, tanti soldi. Sessanta miliardi di vecchie lire per la precisione.È un bel pomeriggio di sole, non si direbbe neanche un funerale e invece un po’ lo è. L’astronave viene fatta a pezzi: via i seggiolini della tribuna, anche se gli ultrà seppero a suo tempo fare di meglio, cioè di peggio. Via l’erba di Del Piero e Zidane, ma anche quella di ToroAjax, antica finale di Coppa Uefa. Una sera, qui, sembrò proprio di essere al circo: cinque anni fa, Juventus contro Real Madrid, tanti di quel fenomeni in campo che pareva una partita di Fantacalcio. Semifinale di Champions, stravinsero i bianconeri che poi sarebbero stati sconfitti ai rigori dal Milan, nella finale di Manchester.Oppure quell’altra volta: una festa scudetto per la Juve di Vialli e Ravanelli, quando i tifosi smontarono il campo quasi come ieri. Resterà indelebile, per chi c’era, la scena del tifoso bianconero che uscì con una traversa sottobraccio.Adesso il silenzio è interrotto non dai boati del tifo, ma dai colpi di maglio. Rumore di cingoli, voci isolate di operai e tecnici. I becchini, o forse le levatrici. Qui si muore, qui si nasce: il nuovo impianto della Juve, quello che si chiamerà con il nome di uno sponsor, non avrà la pista che allontanava i giocatori dal pubblico, sarà più piccolo (20 mila spettatori in meno) e più compatto, avrà negozi e un parco giochi. Invece, l’astronave aveva un sacco di spazio vuoto: quando le si camminava nella pancia, i passi rimbombavano forte e non si finiva mai di passeggiare. Stanzoni, corridoi, scale: un labirinto, un posto perfetto per quei sogni terribili dove si scappa e non si esce.Quanto spreco, però. Questo ammasso di cose ormai inutili l’ha pur pagato qualcuno. Si ritorna con la memoria alle “notti magiche” di Italia 90, a tutti i ruderi che sono stati poi abbandonati in angoli remoti di città, per esempio i “centri stampa” che erano come enormi palloni e che sono caduti tutti in disuso, presto o tardi. Quella colossale occasione sciupata, la cascata di denaro pubblico e privato ingoiata dall’Evento: eppure, dopo neanche vent’a nni abbiamo gli stadi più vecchi d’Europa, scomodi, pericolosi. Ci divertimmo con BrasileArgentina, e poi qui la Juve vinse un bel po’ di cose, ma sempre sentendosi ospite in casa d’altri, dentro lo stadio troppo grande, troppo freddo (in ogni senso: ambientale e climatico, perché d’inverno si moriva di freddo, c’erano correnti dappertutto) e troppo vuoto. Perché il Delle Alpi è stato affossato anche dalla crisi del calcio, da un modello televisivo sempre più invadente (ma anche più comodo, economico e sicuro) e dalla grandiosità diventata inutile. Torino non è Milano, e il pienone si è verificato ben poche volte: l’ultimo ad esserci riuscito, non è Del Piero ma Vasco Rossi.Adesso si provano strane, ambigue sensazioni di fronte a queste tonnellate di niente che però è stato qualcosa. Davanti a queste macerie, le interiora di un pezzo di Torino che avrebbe dovuto riscattare un quartiere difficile senza mai riuscirvi. Gli identici discorsi ripetuti dalle autorità al Lingotto, quando la Juventus ha presentato il suo nuovo impianto: un’occasione per le Vallette, non solo super carcere e mattatoio ma un luogo di sport da vivere sette giorni su sette. Pura utopia: non accade neppure in Inghilterra, dove hanno gli stadi modello.Crolla un po’ di storia di Torino, frantumata da quel che sarà. Povero e neanche vecchio Delle Alpi: meglio sarebbe stato non averti mai costruito, con quella pista d’atletica che servì una volta sola, per il Grand Prix. Una volta sola, dal 1990 a ieri. Insieme al tuo corpo, al tuo scheletro e alle tue carni di cemento, cade anche quel ridicolo nome più adatto a una pensione in Val di Lanzo. Delle Alpi. Chissà se sarà peggio il prossimo. Dipende dallo sponsor, auguri.venerdì 21 novembre 2008
Deliri personali...
Caro lettore,lo sò che ultimamente ho tradito le tue aspettative, comprendo la tua presa di posizione ma credo che la linea che stai adottando, ovvero quella dell'indifferenza, sia eccessiva. Redigere un blog certo è cosa semplice, chiunque armato di un pc e di una connessione ad Internet lo può fare... Ma non cadere nella banalità tipica di coloro che fanno dell'egocentrismo un modo di vivere... bhè questo proprio no. Bisogna imparare dai grandi scrittori che pur in maniera ripetitiva hanno sempre perseverato nel proprio stile senza cercare di battere territori che non gli appartenevano. Non me ne vorrai quindi se a volte passano giorni affinchè l'ispirazione decida di produrre i suoi frutti, ma sai i nemici come il tempo, l'umore e la voglia ultimamente si sono fatti sempre più agguerriti e in più di un'occasione hanno avuto il sopravvento.
Per questo motivo mi scuso se ultimamente non sono stato all'altezza della situazione, e ti prometto che farò di tutto per riconquistare la tua fiducia. Non ti ho dimenticato, ho sempre una gran voglia di prendermi cura di te anche se non sempre riesco a dimostrartelo. Certo che anche tu però potresti fare lo sforzo di dire la tua, qualche volta potresti anche esporti. Lo sò che ci hai pensato mille volte ma continui a rimandare, ma sai per me importante sapere chi c'è aldilà della barricata.
Con la speranza di aver riconciliato i rapporti ti saluto e ti ringrazio per la tua comprensione.
Yari Buccoliero
P.S.
Questo piccolo e insignificante post è dedicato a mio zio Pippo.
venerdì 7 novembre 2008
C'è solo un capitano
Mi dispiace ma non riesco proprio ad esimermi dal farlo. Non posso proprio. Devo scrivere un post su Alessandro Del Piero!Più per coerenza che per fede calcistica. Più per necessità che per altro.
Non me ne vogliano i tifosi delle squadre avversarie, ognuno sostiene i propri beniamini ed è giusto così... ma qui si parla di uomini e non tutti i campioni lo sono.
Alcuni anni fa Del Piero sembrava essere all' apice della sua carriera. "Ci ha fatto perdere un europeo... E' un giocatore finito... non ce la fa più" erano le frasi ricorrenti. Ora, alla veneranda età di 34 anni festeggiati con un gol su punizione al Chievo, è al culmine della sua attività fatta di momenti belli e brutti, ma comunque gloriosa.
In tutti questi anni mai una presa di posizione, mai una dichiarazione eclatante, mai un cedimento alle lusinghe inglesi, solo gol. Per un'attacante è sempre la risposta migliore.
E finalmente l'altra settimana al Bernabeu la sua consacrazione, quella che non avuto dal pallone d'oro negatogli anni addietro forse perchè troppo giovane e che non riceverà neanche ora perchè troppo vecchio. Ma non è una novità, la stessa sorte è toccata a Baresi e a Maldini e per ora anche a Buffon.
Quello che è successo a Madrid però vale più di 100 vittorie, è un bagaglio che in cuor suo nessuno potrà scalfire... finalmente una volta tanto chi vince è lo sport.
Qui nessuno può dire che è stato merito di Moggi, qui tutto è alla luce del sole. Del Piero esce sotto gli applausi scroscianti degli spagnoli, che notoriamente non sono il simbolo della sportività, e quasi per scusarsi delle 2 reti realizzate rivolge loro un inchino contaccambiando l'applauso.
Grazie Capitano ultimo baluardo di un calcio che non c'è più!
martedì 4 novembre 2008
Nessuno tocchi Roberto Saviano
La verità ha un prezzo. Alto, altissimo. Ma Saviano ha deciso di pagarlo fino all'ultimo centesimo.Incurante di ciò che comporta esporsi davanti a migliaia di persone racconta la verità. Ma non la sua. Saviano racconta la verità punto. Quella che è sotto gli occhi di tutti, ma che nessuno vede, quella che tutti conoscono ma che nessuno sà.
Mi è capitato di vederlo in televisione la settimana scorsa. Non un momento di esitazione, non un istante d'insicurezza. Saviano racconta lo scempio che si stà consumando in un luogo a lui molto caro: la sua terra. Ma quanto deve credere una persona in quello che fa per essere come lui? Tanto, ma veramente tanto. Mi sento davvero piccolo in confronto a lui.
Ma quello che più mi disgusta è il giudizio espresso dalle stesse persone che difende nel suo libro Gomorra. Non tutte, sia ben chiaro, ma comunque un buon numero.
Saviano si è fatto i soldi con quel libro... Qui è sempre stato così... Non c'è solo la camorra... Così recitavano alcuni ragazzi di una scuola di Casal di Principe. Come se Saviano i soldi se li fosse guadagnati in maniera disonesta, o come se adesso potesse godere dei frutti del suo lavoro di reporter. Per chi non lo sapesse Saviano, per motivi facilmente intuibili, è costretto a vivere spostandosi da una caserma all'altra senza poter avere più contatti coi suoi familiari. Come se fosse agli arresti domiciliari. Questo il prezzo che ha sborsato per la sua coerenza.
Io sono con lui. Nessuno tocchi Roberto Saviano.
lunedì 13 ottobre 2008
Rapina sventata...

Si lo so! Sono polemico!
Ma c'è una cosa che davvero non sopporto... le INGIUSTIZIE!!!
Tifo sempre per il più piccolo, per il più debole... non è una presa di posizione, piuttosto un'indole.
Ed è così che sabato sera ho pensato di raggiungere i miei amici in un famoso ristorante di Torino per festeggiare il compleanno del buon vecchio Onny.
Ci tengo a precisare che la nomea di questo ristorante è risaputa più che altro dalla caratteristica cucina romana che dice di offrire più che dalla qualità del servizio offerto.
Comunque, non potendo essere presente alla cena ci tenevo a brindare e a mangiare una fetta di torta con un caro amico... almeno così pensavo.
Ma appena entrati succede l'irreparabile!
Premetto che non mi irrito facilmente, anzi cerco di essere sempre accondiscendente con le persone, chi mi conosce lo sà bene... ad ogni modo mi si presenta d'inanzi una losca figura che volgarmente definirei una grande testa di cazzo, che mi dice (anche sorridendo) che per l'entrata facevano 10€ e in più la consumazione era obbligatoria...
Subito ho pensato di essere entrato in un night, allora esco e guardo l'insegna... è proprio la stessa da vent'anni, perciò non mi posso sbagliare...
Non posso stare a questo genere di soprusi... l'istinto d'insultarlo era davvero forte, ma la situazione non lo permetteva...
Allora con il mio caratteristico aplomb pugliese gli chiedo se potevo consegnare un piccolo presente ad Onny senza dover rincorrere a tariffe varie. La testa di cazzo annuisce, quindi mi reco dal mio amico e gli spiego la situazione. Naturalmente Onny si offre di pagare, ma è proprio qui che stà il punto! Non esiste! Pagare e per cosa? Perchè sono entrato in un ristorante dove c'è uno che canta? Mica l'ho assunto io e manco fosse Robbie Williams... magari a fine cena gli verso pure i contributi...
Intanto la testa di cazzo passa di nuovo, controlla, guarda se effettivamente non mi sono seduto con gli altri. Dopo avergli augurato che la finanza organizzasse un rave nel suo locale da quattro soldi, esco.
E pensare che il conto del tavolo faceva ben 420€.
La cosa che più mi rattrista è che ormai queste rapine sono entrate nel quotidiano... anche i comandamenti sono diventati 9... Potere del vile dio denaro!!!
Ma c'è una cosa che davvero non sopporto... le INGIUSTIZIE!!!
Tifo sempre per il più piccolo, per il più debole... non è una presa di posizione, piuttosto un'indole.
Ed è così che sabato sera ho pensato di raggiungere i miei amici in un famoso ristorante di Torino per festeggiare il compleanno del buon vecchio Onny.
Ci tengo a precisare che la nomea di questo ristorante è risaputa più che altro dalla caratteristica cucina romana che dice di offrire più che dalla qualità del servizio offerto.
Comunque, non potendo essere presente alla cena ci tenevo a brindare e a mangiare una fetta di torta con un caro amico... almeno così pensavo.
Ma appena entrati succede l'irreparabile!
Premetto che non mi irrito facilmente, anzi cerco di essere sempre accondiscendente con le persone, chi mi conosce lo sà bene... ad ogni modo mi si presenta d'inanzi una losca figura che volgarmente definirei una grande testa di cazzo, che mi dice (anche sorridendo) che per l'entrata facevano 10€ e in più la consumazione era obbligatoria...
Subito ho pensato di essere entrato in un night, allora esco e guardo l'insegna... è proprio la stessa da vent'anni, perciò non mi posso sbagliare...
Non posso stare a questo genere di soprusi... l'istinto d'insultarlo era davvero forte, ma la situazione non lo permetteva...
Allora con il mio caratteristico aplomb pugliese gli chiedo se potevo consegnare un piccolo presente ad Onny senza dover rincorrere a tariffe varie. La testa di cazzo annuisce, quindi mi reco dal mio amico e gli spiego la situazione. Naturalmente Onny si offre di pagare, ma è proprio qui che stà il punto! Non esiste! Pagare e per cosa? Perchè sono entrato in un ristorante dove c'è uno che canta? Mica l'ho assunto io e manco fosse Robbie Williams... magari a fine cena gli verso pure i contributi...
Intanto la testa di cazzo passa di nuovo, controlla, guarda se effettivamente non mi sono seduto con gli altri. Dopo avergli augurato che la finanza organizzasse un rave nel suo locale da quattro soldi, esco.
E pensare che il conto del tavolo faceva ben 420€.
La cosa che più mi rattrista è che ormai queste rapine sono entrate nel quotidiano... anche i comandamenti sono diventati 9... Potere del vile dio denaro!!!
venerdì 10 ottobre 2008
La grande mela
Forse vi siete già chiesti perché New York venga definita “La Grande Mela”, ma sicuramente molti non ne hanno idea...Dovete sapere che il termine “The Big Apple” ha un’origine del tutto particolare. Tale termine infatti fu sentito per la prima volta nel gennaio del 1920 da Fitzgerald sulla bocca di due stallieri afroamericani di New Orleans, che definirono così l’ippodromo di New York. A Fitzgerald piacque l’espressione e così la usò sul suo giornale riferendosi a notizie riguardanti appunto l’ippodromo.
Nel 1930 un gruppo di musicisti jazz iniziarono a chiamare “The Big Apple” la città di New York.
Nel 1971 Charles Gillet, presidente dell’ufficio del turismo, usò il termine nella campagna di promozione della metropoli. Infine nel 1997 il sindaco Rudolph Giuliani ha battezzato “Big Apple Corner” l’angolo tra la 540 strada ovest e Broadway (dove Fitzgerald abitò per alcuni anni) per rendere omaggio al grande scrittore, in qualche modo padrino della definizione.
E' passato un anno da quando ci sono stato, non vi voglio annoiare con l'elenco di tutto ciò che ho visto ma piuttosto m'interessa rivivere con voi le sensazioni che ho provato!
Times Square
E' stato il primo posto in cui sono approdato, visto che mi trovavo a pochi passi da qui. C'era un via vai di gente continuo, i negozi erano aperti praticamente 24h su 24h e le insegne facevano si che il giorno si confondesse con la notte...
Statua della Libertà
Quasi tutti quelli che la visitano rimangono delusi, forse perchè si aspettano di vedere chissà quale strabiliante creatura... A me però è piaciuta, forse non tanto per la statua in sè, ma per quello che rappresenta, ovvero il simbolo di New York...
Ellis Island
Emozionante. Davvero tanto. Immaginavo i milioni di immigrati che approdavano in quella che per 50 anni è stata la maggiore frontiera d'ingresso degl Stati Uniti. All'interno c'è un database in cui si possono ricercare notizie su eventuali parenti passati da qui.
Ground Zero
Di quello che non troppi anni fa veniva chiamato Worl Trade Center non rimane che un immenso cantiere. Ricordo la tristezza nel vedere cosa era rimasto dopo i fatti dell'11 settembre. Pensavo alle persone che hanno perso la vita in quel fatidico inferno. Angosciante.
Ponte di Brooklyn
Affascinante. L'ho percorso tutto a piedi. La parte superiore permette l'accesso ai pedoni da un lato e ai ciclisti dall'altro, mentre nella parte inferiore transitano solo i veicoli. Stupendo.
Empire State Building
Dopo un'ora e mezza di coda finalmente arrivo sulla terrazza situata al 102esimo piano. Guardavo giù e mi tremavano le gambe. Non mi sono mai sentito tanto piccolo. Imperioso.
Central Park
Qui era facilissimo perdersi. Era enorme, come tutto del resto. Dopo aver camminato non sò quanto sono giunto allo strawberry field, una sezione del parco dedicata alla memoria di John Lennon assassinato non molto distante. E' famoso il mosaico con la scritta IMAGINE. Il mio pensiero in quel momento era tutto per lui.
lunedì 22 settembre 2008
Vieni a ballare in Puglia!

Uno dei tormentoni più gettonati dell'estate appena trascorsa diceva così:"Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia..."
Caparezza insegna.
Se non ci siete mai stati io vi consiglio vivamente di andarci...
..come perchè? Ve lo spiego subito!!!
Giornata tipo in Liguria
Sveglia ore 8:00
colazione e partenza per il mare ( ...e fino qui nulla di strano!)
Ore 10:00
stò girando come un deficiente per trovare un cacchio di parcheggio ma nulla... Gli unici 3 parcheggi di tutta Diano Marina sono già occupati. Mi si prospetta un'ardua scelta... O lascio la macchina alla viva il parroco, con la consapevolezza di andare incontro ad una contravvenzione sicura o scelgo di metterla in un parcheggio privato... Opto per la seconda!
Ore 10 e 30
trovo il parcheggio privato... Il gestore mi dice che fanno 10€ tutto il giorno... cerco di farlo ragionare... gli dico che sono già le 10 e mezza e che verso le 17 volevo andare via... pertanto considerando che la matematica non è un opinione per mezza giornata chiedo di poter pagare metà della tariffa... ma ragionare coi liguri quando si tratta di soldi e un pò come chiedere a Berlusconi di fare l'onesto... non vuole sentire ragioni, quindi pago e deluso mi avvio verso la spiaggia incominciando ad avvertire qualche piccolo sintomo di malumore
Ore 11:00
Dopo aver camminato mezz'ora a piedi arrivo finalmente alla spiaggia pubblica... il sudore mi gronda da tutte le parti ma la prospettiva di un bagno rinfrescante mi incoraggia a non demordere. Cerco posto per mettere il mio asciugamano ma niente... non c'è posto... c'è solo un piccolo spazio libero accanto al bidone della spazzatura puzza compresa... Opto per la spiaggia privata.
Ore 11 e 30
Dopo aver scartato alcuni stabilimenti perchè avevano esposto il cartello:"siamo al completo" finalmente apprdo al lido Rosy. La proprietaria mi dice che c'è posto solo più in diciasettesima fila e che per 2 sdraio e un ombrellone fanno 20€... Cerco di farle capire che non è che li volevo comprare ma m'interessava semplicemente affittarli... inutile continuare, pago e mi metto al posto assegnatomi, naturalmente vicino ai cessi.
I miei sintomi di malumore si stanno trasformando in sintomi di esaurimento!
Ore 12:00
Forse ci siamo, voglio entrare finalmente in acqua... certo che da qui non si vede niente, allora chiedo al mio vicino di sdraio se effettivamente il mare ci fosse. Mi dice che non lo sà perchè non l'ha mai visto ma secondo lui doveva esserci visto che era un bagno privato!
Ore 12 e 30
Ecco il mare, dopo aver dribblato alla Ronaldinho una serie interminabile di sdraio e ombrelloni arrivo sul bagnoasciuga e mi tuffo in quell'acqua un pò torbida e dall'odore un pò stagnante...
Ore 13:00
Avverto un certo languorino allo stomaco e mi avvio verso il bar. Il menù fisso costa 15€, mi sembra di aver già speso abbastanza per mezz'ora di bagno quindi opto per un panino una coca e un caffè. Totale 14€!!! Domando al barista di ricontrollare ma mi dice che il conto è corretto... mi chiedo come mai in liguria non usino il passamontagna per fare queste rapine!!!
I sintomi di esaurimento incominciano ad essere sintomi di arterio-sclerosi.
Ore 13 e 3o
Devo andare al bagno ma l'odore che fuoriesce è paragonabile all'odore di zolfo che accompagna l'eruzioni vulcaniche... Me ne sbatto e la faccio in acqua come tutti del resto. Almeno sono sicuro che è gratis.
Ore 14
Dove sono io è arrivata l'ombra, quindi chiudo l'ombrellone e guardo il cielo ma tenedo gli occhi socchiusi per paura di dover pagare il panorama!!!
Ore 17:00
Dopo aver schiacciato un pisolino pomeridiano mi sveglio e siccome ho sete vado a comprarmi una bottiglietta d'acqua. 2€ per mezzo litro. Normale, anzi incomincio a pensare che mi è andata ancora bene...
Mi faccio 2 conti in tasca e scopro che a malapena mi sono rimasti i soldi della benzina per tornare a casa... Che tristezza... Meglio non pensare a quanto ho speso per NON rilassarmi altrimenti ho paura che i sintomi di arterio-sclerosi si tramutino in sintomi di schizofrenia acuta!!!
Giornata tipo in Puglia
Ore 8:00
Sveglia e colazione al bar. Il titolare e mio zio e quindi non pago!!!
Ore 9:00
Arrivo e parcheggio rigorosamente di fronte alla spiaggia. Non vedo striscie blu e fortunatamente non ci sono parcheggiatori abusivi a rompere le scatole.
Ore 9:05
La spiaggia libera è immensa, quindi piazzo il mio ombrellone in pole position e mi tuffo in acqua che nonostante l'ora, considerata la poca profondità, è già bella calda!!!
In questo momento sono l'uomo più felice del mondo
Ore 12:00
Mare sole e relax mi fanno avvertire un leggero languorino, quindi mi dirigo verso il supermarket che si trova adiacente al posto in cui ho parcheggiato la macchina...
La signora mi dice che non ha panini pronti, però mi può dare il pane e l'affettato a parte. Allora mi faccio tagliare 4 panini (c'è anche mio fratello con la ragazza) di medie dimensioni, 4 fette di crudo per panino e in 3 di questi faccio aggiungere 2 fette di scamorza affumicata. Prendo inoltre una bottiglia di acqua naturale da 1,5l e una da 0,5l di frizzante rigorosamente dal frigo. Al momento di pagare mi dice che il tot. fa 5,60€. Chiedo se ci fosse un errore nel conto, quasi protesto ma la sig.ra è inamovibile! Mi dice infastidita che l'importo è corretto!!! (ragazzi se non ci credete conservo ancora lo scontrino come reliquia!)
Mi avvio verso la spiaggia, sono provato da questa esperienza, faccio un piccolo calcolo mentale e mi accorgo di aver speso 1,40€ a panino compreso l'acqua!!!
Cerco di non pensare a quanto spendo a Torino per un cavolo di panino durante la pausa pranzo. Non ci riesco!!!
Ore 17:00
Dopo aver mangiato, schiacciato un pisolino e nuotato ancora un po' decido di andare a casa per togliermi la salsedine e prepararmi per la serata. Nonostante non abbia fatto niente mi sento stanco, ma anche veramente felice!!!
Vi basta?
Ogni riferimento a persone o a fatti realmente accaduti NON è' PURAMENTE CASUALE!!!
Caparezza insegna.
Se non ci siete mai stati io vi consiglio vivamente di andarci...
..come perchè? Ve lo spiego subito!!!
Giornata tipo in Liguria
Sveglia ore 8:00
colazione e partenza per il mare ( ...e fino qui nulla di strano!)
Ore 10:00
stò girando come un deficiente per trovare un cacchio di parcheggio ma nulla... Gli unici 3 parcheggi di tutta Diano Marina sono già occupati. Mi si prospetta un'ardua scelta... O lascio la macchina alla viva il parroco, con la consapevolezza di andare incontro ad una contravvenzione sicura o scelgo di metterla in un parcheggio privato... Opto per la seconda!
Ore 10 e 30
trovo il parcheggio privato... Il gestore mi dice che fanno 10€ tutto il giorno... cerco di farlo ragionare... gli dico che sono già le 10 e mezza e che verso le 17 volevo andare via... pertanto considerando che la matematica non è un opinione per mezza giornata chiedo di poter pagare metà della tariffa... ma ragionare coi liguri quando si tratta di soldi e un pò come chiedere a Berlusconi di fare l'onesto... non vuole sentire ragioni, quindi pago e deluso mi avvio verso la spiaggia incominciando ad avvertire qualche piccolo sintomo di malumore
Ore 11:00
Dopo aver camminato mezz'ora a piedi arrivo finalmente alla spiaggia pubblica... il sudore mi gronda da tutte le parti ma la prospettiva di un bagno rinfrescante mi incoraggia a non demordere. Cerco posto per mettere il mio asciugamano ma niente... non c'è posto... c'è solo un piccolo spazio libero accanto al bidone della spazzatura puzza compresa... Opto per la spiaggia privata.
Ore 11 e 30
Dopo aver scartato alcuni stabilimenti perchè avevano esposto il cartello:"siamo al completo" finalmente apprdo al lido Rosy. La proprietaria mi dice che c'è posto solo più in diciasettesima fila e che per 2 sdraio e un ombrellone fanno 20€... Cerco di farle capire che non è che li volevo comprare ma m'interessava semplicemente affittarli... inutile continuare, pago e mi metto al posto assegnatomi, naturalmente vicino ai cessi.
I miei sintomi di malumore si stanno trasformando in sintomi di esaurimento!
Ore 12:00
Forse ci siamo, voglio entrare finalmente in acqua... certo che da qui non si vede niente, allora chiedo al mio vicino di sdraio se effettivamente il mare ci fosse. Mi dice che non lo sà perchè non l'ha mai visto ma secondo lui doveva esserci visto che era un bagno privato!
Ore 12 e 30
Ecco il mare, dopo aver dribblato alla Ronaldinho una serie interminabile di sdraio e ombrelloni arrivo sul bagnoasciuga e mi tuffo in quell'acqua un pò torbida e dall'odore un pò stagnante...
Ore 13:00
Avverto un certo languorino allo stomaco e mi avvio verso il bar. Il menù fisso costa 15€, mi sembra di aver già speso abbastanza per mezz'ora di bagno quindi opto per un panino una coca e un caffè. Totale 14€!!! Domando al barista di ricontrollare ma mi dice che il conto è corretto... mi chiedo come mai in liguria non usino il passamontagna per fare queste rapine!!!
I sintomi di esaurimento incominciano ad essere sintomi di arterio-sclerosi.
Ore 13 e 3o
Devo andare al bagno ma l'odore che fuoriesce è paragonabile all'odore di zolfo che accompagna l'eruzioni vulcaniche... Me ne sbatto e la faccio in acqua come tutti del resto. Almeno sono sicuro che è gratis.
Ore 14
Dove sono io è arrivata l'ombra, quindi chiudo l'ombrellone e guardo il cielo ma tenedo gli occhi socchiusi per paura di dover pagare il panorama!!!
Ore 17:00
Dopo aver schiacciato un pisolino pomeridiano mi sveglio e siccome ho sete vado a comprarmi una bottiglietta d'acqua. 2€ per mezzo litro. Normale, anzi incomincio a pensare che mi è andata ancora bene...
Mi faccio 2 conti in tasca e scopro che a malapena mi sono rimasti i soldi della benzina per tornare a casa... Che tristezza... Meglio non pensare a quanto ho speso per NON rilassarmi altrimenti ho paura che i sintomi di arterio-sclerosi si tramutino in sintomi di schizofrenia acuta!!!
Giornata tipo in Puglia
Ore 8:00
Sveglia e colazione al bar. Il titolare e mio zio e quindi non pago!!!
Ore 9:00
Arrivo e parcheggio rigorosamente di fronte alla spiaggia. Non vedo striscie blu e fortunatamente non ci sono parcheggiatori abusivi a rompere le scatole.
Ore 9:05
La spiaggia libera è immensa, quindi piazzo il mio ombrellone in pole position e mi tuffo in acqua che nonostante l'ora, considerata la poca profondità, è già bella calda!!!
In questo momento sono l'uomo più felice del mondo
Ore 12:00
Mare sole e relax mi fanno avvertire un leggero languorino, quindi mi dirigo verso il supermarket che si trova adiacente al posto in cui ho parcheggiato la macchina...
La signora mi dice che non ha panini pronti, però mi può dare il pane e l'affettato a parte. Allora mi faccio tagliare 4 panini (c'è anche mio fratello con la ragazza) di medie dimensioni, 4 fette di crudo per panino e in 3 di questi faccio aggiungere 2 fette di scamorza affumicata. Prendo inoltre una bottiglia di acqua naturale da 1,5l e una da 0,5l di frizzante rigorosamente dal frigo. Al momento di pagare mi dice che il tot. fa 5,60€. Chiedo se ci fosse un errore nel conto, quasi protesto ma la sig.ra è inamovibile! Mi dice infastidita che l'importo è corretto!!! (ragazzi se non ci credete conservo ancora lo scontrino come reliquia!)
Mi avvio verso la spiaggia, sono provato da questa esperienza, faccio un piccolo calcolo mentale e mi accorgo di aver speso 1,40€ a panino compreso l'acqua!!!
Cerco di non pensare a quanto spendo a Torino per un cavolo di panino durante la pausa pranzo. Non ci riesco!!!
Ore 17:00
Dopo aver mangiato, schiacciato un pisolino e nuotato ancora un po' decido di andare a casa per togliermi la salsedine e prepararmi per la serata. Nonostante non abbia fatto niente mi sento stanco, ma anche veramente felice!!!
Vi basta?
Ogni riferimento a persone o a fatti realmente accaduti NON è' PURAMENTE CASUALE!!!
lunedì 21 luglio 2008
Paolo Borsellino
Il 19 luglio 1992, in quella che è conosciuta come la strage di via d'Amelio, perse la vita a seguito di un grave attentato di matrice mafiosa il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta composta da Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.Pochi giorni prima di essere ucciso, durante un incontro organizzato dalla rivista MicroMega, Borsellino parlò della sua condizione di "condannato a morte". Sapeva di essere nel mirino di Cosa Nostra e sapeva che difficilmente la mafia si lascia scappare le sue vittime designate.
« Mi sento come un morto che cammina. »
(Paolo Borsellino)
« La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. »
(Paolo Borsellino)
« Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe »
(Lenzuolo stampato commemorativo, Palermo 1993)
Ciao Paolo, ci manchi tanto.
venerdì 18 luglio 2008
La barzelletta d'Italia
Giusto per ridere, non per altro. Il sorriso non ce lo può togliere nessuno, solo noi stessi.Non è un discorso di destra o di sinistra, nessuno può dichiararsi innocente, ma vivere in un paese in cui il Presidente del Governo si fà altamente i cazzi suoi, bhè bisogna ammettere che non è il massimo della vita!!!
Strano paese l'Italia, è l'unica nazione al mondo in cui i comici fanno i politici, e i politici fanno i comici!!!
Ma sì, ridiamoci sù, vaffanculo alla politica, adesso che è arrivata l'estate godiamoci il sole, il mare e le mangiate di pesce... Ecco per voi alcune cazzate sul nostro beneamato cavaliere rigorosamente rubate qua e là dalla rete!!!
La differenza tra Berlusconi e Dio? Dio non è convinto di essere Berlusconi
S. Marino è costretta a ritirare i nuovissimi francobolli con l'effige di Berlusconi... Fede li leccava dalla parte sbagliata.
Pier Silvio incontra un bimbo per strada, gli chiede: bel bambino, quanti anni hai? E lui: otto. E Berlusconi indignato: vergognati, io alla tua età ne avevo già undici!
Nell’auto di Berlusconi c’è una piccola foto di Gesù con scritto: “Papà non correre”.
Berlusconi sa che sta per morire e si riunisce con i suoi amici fidati per decidere dove farsi seppellire. "Certamente al Duomo, simbolo di Milano" suggerisce il sindaco Albertini. "Io direi a S.Siro", replica Galliani. "Tutte le domeniche e i mercoled? di coppa ci sarebbe un pellegrinaggio davanti alla sua tomba!" "Io ho un'idea migliore: in Palestina, al Santo Sepolcro" pronuncia Carlo Maria Martini. " Mi sono già informato: costa 200 milioni di Euro" "Mi piace l'idea" lo interrompe il cavaliere, "ma non ? un po' troppo per soli tre giorni?"
Berlusconi và in carrozza con la regina Elisabetta. Ad un certo punto, il cavallo fa una correggia. La regina, un po' in imbarazzo chiede scusa, e Berlusconi risponde:-Non si preoccupi, credevo fosse il cavallo...
Berlusconi, durante un giorno di riposo, passeggia per le vie di Roma con la moglie Veronica, quando si sofferma davanti a una vetrina e le dice: - Consentimi, Veronica, amore mio, guarda qua: Pantaloni 20 Euro, Camicia 17 Euro, Giubbotto in pelle 55 Euro, ... Vedi ? Non sono prezzi alti!! E poi parlano di crisi! Ma Quale crisi ?!- Tesoro mi spiace, questo non è un negozio di abbigliamento, è una lavanderia...
mercoledì 16 luglio 2008
Lucignolo

L'altra sera mentre mi concedevo il meritato riposo sul mio amatissimo divano, e dopo una estenuante giornata di lavoro, decido di guardare questo programma che in passato mi ha rapito per i temi trattati e per l'originalità con cui venivano presentati.
Armato di tutte le buoni intenzioni e consapevole di ciò che stavo facendo, dopo circa 30 sec. una piccola domanda trova strada nella mia semplice mente: "ma che merda di programma è diventato Lucignolo?"
Ma è possibile che agli italiani interessi vedere più tette e culi che preoccuparsi della situazione economica, per esempio, che assomiglia sempre più alla grande depressione del dopoguerra?
Sono senza parole.
Più che altro rammaricato e sfiduciato verso il futuro, anche perchè se andiamo avanti così mi chiedo dove andremo a finire... però una cosa mi dà fiducia... difficilmente scenderemo più in basso di così!!!
Certo il culo della Toniolo è indubbiamente ai vertici nella sua categoria, lo menzionerei tra le 8 meraviglie del mondo... ma chi se ne frega!!! Chi se ne frega che le veline trombano coi calciatori, chi se ne frega che il cummenda (Roberto Mercandalli) riscuote successo tra le donne (sicuramente non per la sua rinomata raffinatezza e bellezza) e chi se ne frega se Victoria Silverstedt (o come cacchio si scrive) si è rifatta i lobi delle orecchie!!!
Non mi scandalizzo per 2 tette e 2 culi, ben vengano, ma non amo chi non esita a vendersi o a cambiare completamente immagine per una questione di merchandising... soldi soldi e sempre soldi.. hanno il potere di schiavizzare la razza umana...
Ma in fin dei conti ce lo meritiamo.
I media propongono tutto ciò che fa audience e se la gente e più attratta dal gossip che da altro eccoci accontentati...
Mi spiace solo di aver partecipato mio malgrado a questo scempio... e pensare che il programma è diretto niente popò di meno che da Claudio Brachino, uno dei migliori giornalisti sul panorama italiano.
Che tristezza.
Armato di tutte le buoni intenzioni e consapevole di ciò che stavo facendo, dopo circa 30 sec. una piccola domanda trova strada nella mia semplice mente: "ma che merda di programma è diventato Lucignolo?"
Ma è possibile che agli italiani interessi vedere più tette e culi che preoccuparsi della situazione economica, per esempio, che assomiglia sempre più alla grande depressione del dopoguerra?
Sono senza parole.
Più che altro rammaricato e sfiduciato verso il futuro, anche perchè se andiamo avanti così mi chiedo dove andremo a finire... però una cosa mi dà fiducia... difficilmente scenderemo più in basso di così!!!
Certo il culo della Toniolo è indubbiamente ai vertici nella sua categoria, lo menzionerei tra le 8 meraviglie del mondo... ma chi se ne frega!!! Chi se ne frega che le veline trombano coi calciatori, chi se ne frega che il cummenda (Roberto Mercandalli) riscuote successo tra le donne (sicuramente non per la sua rinomata raffinatezza e bellezza) e chi se ne frega se Victoria Silverstedt (o come cacchio si scrive) si è rifatta i lobi delle orecchie!!!
Non mi scandalizzo per 2 tette e 2 culi, ben vengano, ma non amo chi non esita a vendersi o a cambiare completamente immagine per una questione di merchandising... soldi soldi e sempre soldi.. hanno il potere di schiavizzare la razza umana...
Ma in fin dei conti ce lo meritiamo.
I media propongono tutto ciò che fa audience e se la gente e più attratta dal gossip che da altro eccoci accontentati...
Mi spiace solo di aver partecipato mio malgrado a questo scempio... e pensare che il programma è diretto niente popò di meno che da Claudio Brachino, uno dei migliori giornalisti sul panorama italiano.
Che tristezza.
lunedì 23 giugno 2008
Peanuts

Alcune settimane fa, a casa del mio amico Tiziano, mi sono imbattuto in un giornalino dei Peanuts, i fantastici personaggi creati dalla mano di Charles Monroe Schulz, ve li ricordate?
Inutile dire la nostalgia che mi ha rapito e allo stesso tempo la felicità che ho potuto riassaporare nel leggere le vicende di Charlie Brown & Co.
Ma ve le ricordate le caratteristiche dei vari personaggi? Don't worry, ci penso io!
- CHARLIE BROWN - 
Ha un sacco di amici ma nessuno sembra capirlodavvero fino in fondo. Non ha mai trovato il coraggio di avvicinarsi alla ragazzina dai capelli rossi per la quale ha perso la testa. Non è mai riuscito a far volare il suo aquilone.Non riesce a scrivere con una penna stilografica senza imbrattare completamente il foglio di inchiostro fin dalla prima parola. E' il capitano-allenatore di una squadra di baseball he non ha mai vinto una partita

Ha un sacco di amici ma nessuno sembra capirlodavvero fino in fondo. Non ha mai trovato il coraggio di avvicinarsi alla ragazzina dai capelli rossi per la quale ha perso la testa. Non è mai riuscito a far volare il suo aquilone.Non riesce a scrivere con una penna stilografica senza imbrattare completamente il foglio di inchiostro fin dalla prima parola. E' il capitano-allenatore di una squadra di baseball he non ha mai vinto una partita
- SNOOPY - 
Ultimo nato di una cucciolata di otto presso l'allevamento della quercia, Snoopy è il cane di Charlie Brown anche se, si vede subito, di canino ha davvero poco.Impara, infatti, a camminare quasi subito su due zampe in posizione eretta.Quasi contemporaneamente inizia a dormire sul tetto della sua cuccia a faccia in su' e a popolare la sua vita di contenuti tanto fantastici quanto eterogenei.E' giocatore di baseball, asso della prima guerra mondiale, scrittore, tennista, avvocato, pattinatore e chi più ne ha più ne metta... sempre, ovviamente, di fama mondiale!

Ultimo nato di una cucciolata di otto presso l'allevamento della quercia, Snoopy è il cane di Charlie Brown anche se, si vede subito, di canino ha davvero poco.Impara, infatti, a camminare quasi subito su due zampe in posizione eretta.Quasi contemporaneamente inizia a dormire sul tetto della sua cuccia a faccia in su' e a popolare la sua vita di contenuti tanto fantastici quanto eterogenei.E' giocatore di baseball, asso della prima guerra mondiale, scrittore, tennista, avvocato, pattinatore e chi più ne ha più ne metta... sempre, ovviamente, di fama mondiale!
- LUCY -

I suoi consigli costano 5 cents l'uno, i suoi insulti sono gratis
Sorella maggiore di Linus, coetanea e compagna di scuola di Charlie Brown, Lucy (Lucille Van Pelt per l'anagrafe) è un concentrato dei difetti più irritanti: è lunatica, imprevedibile, scorbutica, disfattista, mentalmente chiusa, irrazionale, egoista, saccente, vanitosa, piena di sé, arrogante, illogica, diffidente... ma la sua simpatia nasce proprio dai suoi difetti.
- LINUS - 
Il profeta del Grande Cocomero
Il suo nome completo è Linus Van Pelt e si deve a lui il termine "coperta di sicurezza" per via della sua classica posa mentre tiene il pollice in bocca.Fratello minore di Lucy, è costretto a subirne i soprusi.

Il profeta del Grande Cocomero
Il suo nome completo è Linus Van Pelt e si deve a lui il termine "coperta di sicurezza" per via della sua classica posa mentre tiene il pollice in bocca.Fratello minore di Lucy, è costretto a subirne i soprusi.
- SCHROEDER - 
Quanto manca al compleanno di Beethoven?
Un amore, una passione. Non esiste nient'altro. E' l'unica risposta possibile: Beethoven.Schroeder riesce a tirare fuori le sonate di Beethoven da un pianoforte giocattolo. Curvo sulla tastiera, si immerge completamente nella sua musica, isolandosi dal resto del mondo.

Quanto manca al compleanno di Beethoven?
Un amore, una passione. Non esiste nient'altro. E' l'unica risposta possibile: Beethoven.Schroeder riesce a tirare fuori le sonate di Beethoven da un pianoforte giocattolo. Curvo sulla tastiera, si immerge completamente nella sua musica, isolandosi dal resto del mondo.
WOODSTOCK - 
Da circa quarant'anni fa da spalla a Snoopy. Si Tratta di Woodstock, il piccolo uccellino giallo, spettinato e maldestro che accompagna il bracchetto di fama mondiale nelle sue avventure.Vola a mala pena e non sopra una certa quota, perché altrimenti perde sangue dal becco, ma è l'efficientissimo segretario personale di Snoopy; bravissimo con la macchina da scrivere con cui dattilografa le improbabili lettere che gli detta il suo amico.

Da circa quarant'anni fa da spalla a Snoopy. Si Tratta di Woodstock, il piccolo uccellino giallo, spettinato e maldestro che accompagna il bracchetto di fama mondiale nelle sue avventure.Vola a mala pena e non sopra una certa quota, perché altrimenti perde sangue dal becco, ma è l'efficientissimo segretario personale di Snoopy; bravissimo con la macchina da scrivere con cui dattilografa le improbabili lettere che gli detta il suo amico.
- SALLY - 
Parla con la scuola, passa ore ad esercitarsi nella calligrafia, non le piace andare al campeggio ed è l'unica a ridere alle sue battute.
Sorella minore di Charlie Brown, è profondamente diversa da lui.Laddove, infatti, lui si cruccia per trovare soluzioni ai problemi che gli attanagliano l'anima, lei si preoccupa appena di scansarsi e cercare la scorciatoia più comoda.

Parla con la scuola, passa ore ad esercitarsi nella calligrafia, non le piace andare al campeggio ed è l'unica a ridere alle sue battute.
Sorella minore di Charlie Brown, è profondamente diversa da lui.Laddove, infatti, lui si cruccia per trovare soluzioni ai problemi che gli attanagliano l'anima, lei si preoccupa appena di scansarsi e cercare la scorciatoia più comoda.
- PEPPERMINT PATTY - 
...dopo un vero c'è sempre un falso, poi un altro falso... perché non te lo aspetteresti!
Ha un pessimo rapporto con l'autorità costituita: lentiggini, capelli a spaghetto che sembrano un ciuffo d'erba impazzito, aspetto trasandato, sandaloni da hippy, perseguitata da una eterna pioggia che bagna i suoi compiti pieni di poesia e di errori.Eccelle in ogni sport in cui si cimenta: è un ciclone a football ed ha una sua squadra di baseball che, a differenza di quella di Charlie Brown, non perde mai.

...dopo un vero c'è sempre un falso, poi un altro falso... perché non te lo aspetteresti!
Ha un pessimo rapporto con l'autorità costituita: lentiggini, capelli a spaghetto che sembrano un ciuffo d'erba impazzito, aspetto trasandato, sandaloni da hippy, perseguitata da una eterna pioggia che bagna i suoi compiti pieni di poesia e di errori.Eccelle in ogni sport in cui si cimenta: è un ciclone a football ed ha una sua squadra di baseball che, a differenza di quella di Charlie Brown, non perde mai.
- MARCIE - 
Spalla di Piperita Patty e sua inesorabile coscienza
E'la migliore amica di Piperita Patty, che segue praticamente ovunque e alla quale si rivolge con devota ammirazione chiamandola capo sin dal loro primo incontro, avvenuto in un campeggio estivo.Occhialuta, è esattamente l'opposto dell'amica, con la quale sembra non avere nulla in comune: è colta, intelligente, ottiene ottimi voti a scuola, ma è anche insicura e bisognosa di una guida.

Spalla di Piperita Patty e sua inesorabile coscienza
E'la migliore amica di Piperita Patty, che segue praticamente ovunque e alla quale si rivolge con devota ammirazione chiamandola capo sin dal loro primo incontro, avvenuto in un campeggio estivo.Occhialuta, è esattamente l'opposto dell'amica, con la quale sembra non avere nulla in comune: è colta, intelligente, ottiene ottimi voti a scuola, ma è anche insicura e bisognosa di una guida.
- PIG PEN - 
L'arduo compito di portarsi addosso la Storia dell'umanità
Pig Pen non ha un nome, ha solo un soprannome che tradotto letteralmente significa "recinto per maiali", ma che non viene mai considerato come soprannome offensivo.La caratteristica di Pig Pen è quella di essere terribilmente ed irrimediabilmente sporco; non per trasandatezza, nè per moda: il suo è un destino.

L'arduo compito di portarsi addosso la Storia dell'umanità
Pig Pen non ha un nome, ha solo un soprannome che tradotto letteralmente significa "recinto per maiali", ma che non viene mai considerato come soprannome offensivo.La caratteristica di Pig Pen è quella di essere terribilmente ed irrimediabilmente sporco; non per trasandatezza, nè per moda: il suo è un destino.
giovedì 5 giugno 2008
La magia dell'Umbria
Io ci sono stato per il ponte del 1 Maggio e ho potuto assaporare la magia di questo posto fantastico (a parte il nome del paese in cui mi trovavo! ndr)
Non per niente questa è la terra di Santi che hanno lasciato un'impronta indelebile e ancora oggi richiama milioni di pellegrini da tutto il mondo.
Assisi
E' la terra nativa di S.Francesco (1182-1226), il fondatore dell'ordine francescano, e conosciuta in tutto il mondo come città simbolo della pace.
Qui si può visitare la Basilica di San Francesco che è divisa in 2 sezioni: nella parte inferiore, affrescata dai più illustri artisti del tempo come Giotto e Cimabue è conservata la cripta con i resti del Santo e alcune reliquie (come il saio e altri oggetti), la parte superiore invece è adibita alle funzioni liturgiche di carattere ufficiale, come testimonia la presenza del trono papale nell'abside.
Poco fuori dal centro è situata la Chiesa di San Damiano, una costruzione di modeste dimensioni divenuta famosa perchè ha ospitato per molto tempo il Crocefisso che parlò a San Francesco ("Francesco và e ripara la tua dimora...) e che però ora si può ammirare nella Chiesa di Santa Chiara assieme alle spoglie della Santa.
Salendo per 5 km circa alle pendici del monte Subasio sorge l'Eremo delle Carceri, un luogo molto suggestivo dove la bellezza del paesaggio si fonde alla pace e alla tranquillità del bosco di lecci e dove San Francesco e i suoi seguaci si ritiravano nella contemplazione e nella preghiera.
Santa Maria degli Angeli
Il paese prende il nome dall'omonima basilica cinquecentesca famosa perchè ospita la "Porziuncola", la piccola chiesa dove morì San Francesco il 3 ottobre 1226 e dove Santa Chiara si unì ai Francescani.
Cascia
Paese natale di Santa Rita, si possono visitare le spoglie magnificamente conservatate in una bara di vetro all'interno del Santuario di S.Rita
Norcia
Paese natale di San Benedetto, è considerato uno dei più bei borgi d'Italia
Spello
Caratteristico borgo divenuto famoso per la produzione di olio pregiato, ospita la Chiesa di Santa Maria Maggiore affrescata dal Pinturicchio.
Orvieto
Bellissima cittadina che si trova sulla sommità di una rupe, tra le sue bellezze vanno citati il Duomo e il Pozzo di S.Patrizio
venerdì 23 maggio 2008
Ciao Giovanni
Venerdì 23 Maggio 2008Esattamente 16 anni fa alle alle ore 17:58, presso il Km.5 della A29, una carica di cinque quintali di tritolo posizionata in un tunnel scavato sotto la sede stradale nei pressi dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine viene azionata per telecomando da Giovanni Brusca, il sicario incaricato da Totò Riina.
In quello che è considerato il più cruento attentato mafioso del secolo scorso strettamente connessa al successivo attentato di cui rimase vittima il giudice Paolo Borsellino perde la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, anch'ella magistrato, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro.
Il resto è storia, le parole sono superflue, voglio solo ricordare questo triste giorno con un pensiero verso un eroe che ha pagato con la propria vita il tentantivo di migliorare il paese in cui viviamo e in cui spesso si fa fatica a individuare persone che fanno della coerenza e della lealtà un motivo di esistenza.
Ciao Giovanni, non ti dimenticheremo mai.
Manchester campione!
Giovedì 22 Maggio 2008Notte di champions ieri sera a Mosca, a contendersi il titolo due squadre inglesi; il Manchester di Cristiano Ronaldo e Rooney e il Chelsea di Drogba e Lampard.
Nel primo tempo, il Manchester United ha dominato la gara grazie a Cristiano Ronaldo che, oltre a segnare il gol dell'1-0 con un perentorio colpo di testa, simile a quello che era valso la vittoria nei quarti di finale all'Olimpico contro la Roma, ha regalato un paio di bellissimi assist, sfuggendo ripetutamente alla marcatura di un distratto Essien.
Nella ripresa, i Blues, sull'onda dell’entusiasmo per il pareggio ottenuto proprio allo scadere, hanno iniziato a giocare con maggior scioltezza, sfiorando la rete della vittoria con Drogba, fenomenale nel far partire quasi da fermo un destro a giro che si è stampato sul palo. La stanchezza e la paura di perdere, col passare dei minuti, hanno però preso il sopravvento, inducendo le due squadre a non sbilanciarsi troppo, rimandando così ogni discorso ai tempi supplementari, apertisi tra l'altro con un altro legno colpito dal Chelsea stavolta con Lampard.
Prima della fine dei supplementari, tra uno stop per crampi e l'altro, Drogba ha anche trovato il tempo di farsi espellere, schiaffeggiando un avversario durante un accenno di rissa, chiaro sintomo del grande nervosismo. Il cartellino rosso esibito dall'arbitro all'attaccante ivoriano è stato davvero un brutto colpo per il Chelsea che sotto la pioggia di Mosca si permette il lusso di lasciare in panca Sheva
Si và quindi ai calci di rigore e a gioire sono i I Red Devils che non pagano l'errore dal dischetto di Cristiano Ronaldo e, dopo essere stati graziati da John Terry, che scivola al momento di trasformare il penalty della vittoria, chiudono i conti con Van Der Sar, perfetto nel neutralizzare la conclusione di Anelka.
Finale tutto all'inglese, i giocatori del Chelsea in lacrime applaudono i propri sostenitori e quelli del Manchester che alzano la coppa dalle grandi orecchie per la gioia dei propri tifosi
martedì 20 maggio 2008
Questione di stile
Domenica 18 Maggio 2008 L'Inter ha vinto il suo 15+1 scudetto. Onore al merito. Non si discute una squadra che da settembre a marzo ha ucciso il campionato con una serie di vittorie consecutive e giù il cappello dinanzi allo svedese che gioca un tempo solo dopo 2 mesi d'inattività e sigla una doppietta che vale un campionato.
Ma le grandi squadre si differenziano dalle altre, oltre che dalle vittorie, dallo stile.
Non è stato un campionato senza polimiche, le sviste arbitrali ci sono state eccome, ma questo è il prezzo che pagano tutte le squadre che occupano il primo posto, e l'Inter lo stà imparando a sue spese. Certo quando capitava alla juve si diceva che era tutto organizzato dalla triade, anche gl'insuccessi nerazzuri...
A tal proposito avrei una domanda da rivolgere a Moratti, Mancini, Canalis & Co. "Ma dov'era Moggi quando l'inter perdeva col Deportivo Alavès, Shalke 04, Helsingborg, Villareal ecc.?"
Caro Moratti lasci questo tipo di esultanza che non le si addice, agli eccessi dei tifosi, e faccia il Presidente. E pensare che di esempi valorosi in casa ne ha avuti... Chissà da lassù Peppino e Giacinto cosa penseranno...
"E' un calcio malato!" direbbe in questi casi la Gialappa's... "Già ma qual'è la cura?"
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