venerdì 21 novembre 2008

Deliri personali...

Caro lettore,

lo sò che ultimamente ho tradito le tue aspettative, comprendo la tua presa di posizione ma credo che la linea che stai adottando, ovvero quella dell'indifferenza, sia eccessiva. Redigere un blog certo è cosa semplice, chiunque armato di un pc e di una connessione ad Internet lo può fare... Ma non cadere nella banalità tipica di coloro che fanno dell'egocentrismo un modo di vivere... bhè questo proprio no. Bisogna imparare dai grandi scrittori che pur in maniera ripetitiva hanno sempre perseverato nel proprio stile senza cercare di battere territori che non gli appartenevano. Non me ne vorrai quindi se a volte passano giorni affinchè l'ispirazione decida di produrre i suoi frutti, ma sai i nemici come il tempo, l'umore e la voglia ultimamente si sono fatti sempre più agguerriti e in più di un'occasione hanno avuto il sopravvento.
Per questo motivo mi scuso se ultimamente non sono stato all'altezza della situazione, e ti prometto che farò di tutto per riconquistare la tua fiducia. Non ti ho dimenticato, ho sempre una gran voglia di prendermi cura di te anche se non sempre riesco a dimostrartelo. Certo che anche tu però potresti fare lo sforzo di dire la tua, qualche volta potresti anche esporti. Lo sò che ci hai pensato mille volte ma continui a rimandare, ma sai per me importante sapere chi c'è aldilà della barricata.

Con la speranza di aver riconciliato i rapporti ti saluto e ti ringrazio per la tua comprensione.

Yari Buccoliero

P.S.
Questo piccolo e insignificante post è dedicato a mio zio Pippo.

venerdì 7 novembre 2008

C'è solo un capitano

Mi dispiace ma non riesco proprio ad esimermi dal farlo. Non posso proprio. Devo scrivere un post su Alessandro Del Piero!
Più per coerenza che per fede calcistica. Più per necessità che per altro.
Non me ne vogliano i tifosi delle squadre avversarie, ognuno sostiene i propri beniamini ed è giusto così... ma qui si parla di uomini e non tutti i campioni lo sono.
Alcuni anni fa Del Piero sembrava essere all' apice della sua carriera. "Ci ha fatto perdere un europeo... E' un giocatore finito... non ce la fa più" erano le frasi ricorrenti. Ora, alla veneranda età di 34 anni festeggiati con un gol su punizione al Chievo, è al culmine della sua attività fatta di momenti belli e brutti, ma comunque gloriosa.
In tutti questi anni mai una presa di posizione, mai una dichiarazione eclatante, mai un cedimento alle lusinghe inglesi, solo gol. Per un'attacante è sempre la risposta migliore.
E finalmente l'altra settimana al Bernabeu la sua consacrazione, quella che non avuto dal pallone d'oro negatogli anni addietro forse perchè troppo giovane e che non riceverà neanche ora perchè troppo vecchio. Ma non è una novità, la stessa sorte è toccata a Baresi e a Maldini e per ora anche a Buffon.
Quello che è successo a Madrid però vale più di 100 vittorie, è un bagaglio che in cuor suo nessuno potrà scalfire... finalmente una volta tanto chi vince è lo sport.
Qui nessuno può dire che è stato merito di Moggi, qui tutto è alla luce del sole. Del Piero esce sotto gli applausi scroscianti degli spagnoli, che notoriamente non sono il simbolo della sportività, e quasi per scusarsi delle 2 reti realizzate rivolge loro un inchino contaccambiando l'applauso.
Grazie Capitano ultimo baluardo di un calcio che non c'è più!

martedì 4 novembre 2008

Nessuno tocchi Roberto Saviano

La verità ha un prezzo. Alto, altissimo. Ma Saviano ha deciso di pagarlo fino all'ultimo centesimo.
Incurante di ciò che comporta esporsi davanti a migliaia di persone racconta la verità. Ma non la sua. Saviano racconta la verità punto. Quella che è sotto gli occhi di tutti, ma che nessuno vede, quella che tutti conoscono ma che nessuno sà.
Mi è capitato di vederlo in televisione la settimana scorsa. Non un momento di esitazione, non un istante d'insicurezza. Saviano racconta lo scempio che si stà consumando in un luogo a lui molto caro: la sua terra. Ma quanto deve credere una persona in quello che fa per essere come lui? Tanto, ma veramente tanto. Mi sento davvero piccolo in confronto a lui.
Ma quello che più mi disgusta è il giudizio espresso dalle stesse persone che difende nel suo libro Gomorra. Non tutte, sia ben chiaro, ma comunque un buon numero.
Saviano si è fatto i soldi con quel libro... Qui è sempre stato così... Non c'è solo la camorra... Così recitavano alcuni ragazzi di una scuola di Casal di Principe. Come se Saviano i soldi se li fosse guadagnati in maniera disonesta, o come se adesso potesse godere dei frutti del suo lavoro di reporter. Per chi non lo sapesse Saviano, per motivi facilmente intuibili, è costretto a vivere spostandosi da una caserma all'altra senza poter avere più contatti coi suoi familiari. Come se fosse agli arresti domiciliari. Questo il prezzo che ha sborsato per la sua coerenza.
Io sono con lui. Nessuno tocchi Roberto Saviano.